Richieste fatte a voce e dimenticate entro sera.
Ogni richiesta è un ticket nella coda unica, con stato e turno, finché qualcuno non lo chiude.
Nel reparto informatico le richieste arrivano dal corridoio, dalla chat, da un biglietto sulla tastiera. Con Helpdesk in Cloud ogni collega apre il suo ticket, dice se è un problema di computer, di accesso o di stampante, e vede quando tocca a lui rispondere.
Richieste fatte nel corridoio
Ogni collega apre il suo ticket, che resta nella coda finché non si chiude.
«A che punto siamo?» ogni ora
Nell'area riservata il collega vede stato e turno del suo ticket.
Sistemisti distratti da cose semplici
Il primo livello chiude ciò che sa e passa a mano solo server, rete e permessi.
Nessun numero per chiedere risorse
I report contano i ticket e misurano prima risposta e risoluzione.
I colleghi aprono e seguono i loro ticket da soli, scegliendo categoria e sottocategoria.
Apri la caratteristicaComputer, programmi, accessi e rete come categorie; i sistemisti al livello avanzato.
Apri la caratteristicaTicket nuovi e chiusi, tempi e classifica per categoria: i numeri da portare alla direzione.
Apri la caratteristicaLe informazioni che di solito servono per rispondere al primo colpo: un esempio, non un modulo obbligatorio. Il cliente le scrive nel ticket o le aggiunge come allegato.
Così lavora un servizio di assistenza come il tuo con Helpdesk in Cloud: ogni passaggio resta nella cronologia del ticket, con chi l’ha fatto.
Dall'area riservata sceglie categoria e sottocategoria, descrive il problema e allega la schermata.
Chi è al supporto prende il ticket: la password da reimpostare, la stampante da aggiungere, il programma da installare si chiudono qui.
Server, rete e permessi passano a mano al livello avanzato, con una nota interna su quanto è già stato controllato.
Un computer da sostituire o un aggiornamento da programmare diventa un'attività con scadenza, creata dal ticket.
Il ticket si chiude con la soluzione scritta: la volta dopo la ricerca dentro le risposte la ritrova in pochi secondi.
Una nuova risposta riapre il ticket chiuso: la conversazione riprende da dove si era fermata, con tutta la storia sopra.
Richieste fatte a voce e dimenticate entro sera.
Ogni richiesta è un ticket nella coda unica, con stato e turno, finché qualcuno non lo chiude.
Il collega che chiede ogni ora «a che punto siamo?».
Nell'area riservata vede lo stato del suo ticket e se il turno è suo o del reparto IT.
Due tecnici che lavorano sullo stesso problema senza saperlo.
La presa in carico esclusiva blocca le risposte doppie: chi apre un ticket già preso lo trova occupato.
Togli le richieste dal corridoio e mettile in una coda sola.
Poche categorie scritte come le pensa un collega funzionano meglio di un elenco tecnico: computer e periferiche, programmi, accessi e password, rete e internet, telefonia. Una categoria nascosta ai dipendenti può raccogliere i lavori interni del reparto.
Un buon regolamento interno chiede di non scrivere mai credenziali nella conversazione. Il ticket serve a dire che l'accesso non funziona; la password si reimposta e si comunica per altre vie.
I report contano i ticket nuovi e chiusi, il tempo medio di prima risposta e di risoluzione, e mettono in classifica le categorie: sono i numeri da portare alla direzione quando serve una persona in più o un parco macchine da rinnovare.
La tua domanda non c’è? Scrivila a noi: dall’altra parte c’è chi sviluppa il software.
ScriviciSì, dall'area riservata, scegliendo categoria e sottocategoria e allegando i file.
Sì, una categoria si può nascondere ai clienti e usare solo fra operatori.
No, i ticket non hanno una sede: si smistano per categoria e sottocategoria.
No, agli operatori non partono email: la lista dei ticket si aggiorna da sola mentre è aperta.
Sì, con le note interne del ticket; la chat fra operatori si attiva su richiesta.
14 giorni gratis, senza carta di credito. Ti affianchiamo noi nel creare categorie, livelli e operatori.
Preferisci parlarne prima? Contattaci o chiama il +39 351 351 3936